Gennaio 2013                                                        

 Cari connazionali
A seguito della riunione sicurezza di ieri 17 gennaio indico che molto probabilmente aumenteranno su Niamey i controlli della forze dell'ordine.Visto il nervosismo che sembra lentamente aumentare, ricordo che è opportuno fermarsi con calma e tenere le mani sul volante. In caso di controllo notturno potrebbe essere importante accendere la luce nell'auto per indicare che non si vuole nascondere niente.

L'arte della guerra è monotona. Propaganda la stessa retorica di sempre. Si serve del nemico come pretesto per esistere. I nemici non mancano mai oppure vengono fabbricati dalle circostanze. Il confine tra amici e nemici varia secondo gli interessi del momento. E poi all'improvviso tutto diventa chiaro. Si aderisce alla guerra ritenuta inevitabile. Chi dissente diventa a sua volta nemico dell'evidenza. Nelle guerre si muore e ci si rifugia da qualche parte. Le guerre non sono lo stesso per i poveri e per i potenti. Le guerre si servono delle armi e le armi si servono delle guerre.

Nelle guerre Dio non sa bene come fare. Le parti in conflitto invece lo sanno. Ognuno pensa che lui starà dalla sua parte. Non mancano le preghiere e le promesse. Le motivazioni sono quasi sempre religiose'amicizia e la solidarietà e soprattutto i valori universali. Dio si trova confuso e allora nel dubbio si mette tra i profughi accampati alle frontiere. Anche il Niger si trova in guerra. Allah farà di tutto per accompagnare i soldati che partono per il vicino Mali. C'è da essere prudenti. Il francese liceo 'La Fontaine'di Niamey resta chiuso per qualche giorno'unanimità virtuale dell'Assemblea Nazionale non lascia dubbi'ora è alla strategia delle armi e di coloro che in esse confidano.

La storia in genere non mente. Strada facendo si raccoglie quanto si è andato seminando. Dalla guerra in Libia e le armi e le promesse non mantenute. I santuari del deserto dove per anni hanno prosperato i commerci e le connivenze. Un territorio ricco di risorse e appetibile per chi potrà sfruttarne le potenzialità. La corruzione di una classe politica fino a non molto tempo fa protetta e custodita dalle cancellerie occidentali. I risentimenti e le frustrazioni che sedimentano e si trasformano in pretesto armato. Le guerre indefinite contro il terrorismo globale. I fabbricanti di armi ringraziano. I nuovi sistemi di distruzione potranno essere saggiati sul vivo.

Come d'incanto accade l'unanimità. Sahel Dimanche è il quotidiano governativo che racconta la storia con le parole del potere. Gli intervistati per l'occasione sono unanimi come le formazioni politiche. La guerra in Mali è l'affare di tutti. Il Niger non può rimanere inattivo a contemplare il disastro che si produce nel Nord del Mali. Il Niger è tenuto ad agire per salvare il Mali. Il Mali è come il Niger e il Niger come il Mali. La storia a dato ragione al Presidente della Repubblica. Le armi e i contingenti e la guerra che non finirà mai. La sola voce discordante nel giornale viene dal signor Salifou.Per lui non è permesso che un musulmano combatta contro un altro musulmano.

Cari connazionali le guerre sono il frutto dell'ipocrisia. Ci sono interessi di petrolio, gas, uranio, bauxite da proteggere o sviluppare ulteriormente'è un malessere spirituale che ha generato tutto ciò e questo risponde al nome di sistema globale di sfruttamento. Le multinazionali, le religioni e le istituzioni internazionali lo fiancheggiano. Le amicizie e gli interventi umanitari sono per sviluppare o difendere interessi particolari. La Libia e l'Afganistan e l'Iraq e il Kosovo e gli interventi umanitari rispondono alla stessa logica bellica. Cari connazionali visto il nervosismo che sembra lentamente aumentare, ricordo che è opportuno fermarsi con calma e tenere le mani sul volante. In caso di controllo notturno potrebbe essere importante accendere la luce
nell'auto per indicare che non si vuole nascondere niente.

mauro armanino, niamey, gennaio 2013