VOLANTINO DELLA SETTIMANA TORNA

920 ORA

15 gennaio 2020

Un ideale passaggio di testimonio

 

A qualcuno sembrerà preistoria, ma in Italia fino al 15 dicembre 1972, data di approvazione della legge sull’obiezione dei coscienza, chi rifiutava di prestare servizio militare finiva in carcere.
Non furono pochi i giovani che, accettando consapevolmente la galera militare, e sostenuti da un movimento con cui la politica dovette ad un certo punto fare i conti, riuscirono ad ottenere il riconoscimento di un diritto che quasi tutti i paesi europei avevano già regolamentato. Ed è di quegli anni la pubblicazione dell’ “Obbedienza non è più una virtù” e della “Lettera ai cappellani militari” di don Lorenzo Milani.
L’insegnamento degli obiettori di coscienza non servì solo ad una legge che riconoscesse il diritto di “difendere la patria” senza impugnare le armi. Loro ideali eredi furono coloro che bloccarono a Genova la mostra navale “bellica”, i manifestanti contro le guerre cui l’Italia ha partecipato e partecipa ancora violando la Costituzione, sono coloro, come Pax Christi, che continuano a lottare contro la presenza nelle forze armate di cappellani militari.
Tra 1966 e 1968 erano stati condannati alle carceri 124 obiettori. Al momento dell'approvazione della legge il numero complessivo di obiettori che avevano pronuciato il loro “signornò” e per questo rinchiusi nelle carceri era di 706 .
Claudio Pozzi, condannato il 6 giugno 1972 a 5 mesi e 10 giorni di carcere, ci racconta la propria esperienza in :
"Uno spicchio di cielo dietro le sbarre - diario dal carcere di un obiettore di coscienza al servizio militare negli anni '70" pubblicato dal Centro Gandhi Edizioni, Pisa.
Giovedì 16 gennaio alle 17 Claudio Pozzi presenterà il suo libro a Genova, in un luogo scelto in modo non casuale: alla Facoltà di scienza della formazione, corso Andrea Podestà 2.
Dialogheranno con lui:
Giuseppe Coscione, Comunità Cristiana di Base Oregina
Luigi Fasce, Circolo Culturale Guido Calogero - Aldo Capitini;
Giuseppe Bruzzone, obiettore di coscienza,
Tonino Drago, professore di Difesa Popolare Nonviolenta.
Ingresso libero ed aperto a tutti. Chi lo desidera, potrà poi unirsi alla cena conviviale che seguirà l’incontro.