VOLANTINO DELLA SETTIMANA TORNA

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26 gennaio 2022

Settimana di azione per la liberazione di Ahmad Sa'adat e tutti i prigionieri palestinesi

 

Si è svolta, come negli anni scorsi, la campagna internazionale per la liberazione di Ahmad Sa'adat e quella di tutti i prigionieri palestinesi, molti dei quali sottoposti a “detenzione amministrativa”. A tale proposito vanno ricordati alcuni aspetti importanti:

· Nel 2020, Israele ha emesso almeno 1.114 ordini di detenzione amministrativa contro palestinesi: senza accuse, rinnovabili a tempo indeterminato. Da gennaio a giugno 2021 ne sono stati emessi non meno di 759; spesso durano anni.

· E’ drammaticamente aumentato il numero dei bambini palestinesi in situazione di detenzione amministrativa.

Ahmad Sa'adat il 25 dicembre 2008 è stato condannato a 30 anni di carcere da un tribunale militare israeliano, per il suo ruolo di segretario generale di una delle principali organizzazioni di resistenza palestinese, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Questo dopo che nel marzo 2006, l'esercito israeliano aveva assediato per dodici ore la prigione palestinese di Gerico, con bulldozer e carri armati, per rapire lui e altri cinque prigionieri politici.

 

Dalle prigioni dell'occupazione israeliana Sa'adat continua a svolgere, insieme a 5.000 compagni detenuti politici palestinesi, azioni di resistenza con scioperi della fame collettivi e dichiarazioni di solidarietà con lotte in corso, in particolare quelle contro l'imperialismo e il razzismo.

 

Sostenere il suo rilascio è denunciare chiaramente il ruolo delle potenze imperialiste nella sua prigionia e nella colonizzazione della Palestina, ma è anche combattere  gli accordi di Oslo, che  hanno  dato a Israele il controllo sulla maggior parte dei terreni agricoli e aperti, dove si trovano tutti i loro insediamenti le colonie, mentre le forze dell'ANP governano i principali centri abitati, come Ramallah, Nablus e Al-Khalil.

 

Lo stato israeliano persegue la negazione della resistenza palestinese con: omicidi, stragi, bombardamenti, detenzioni, arriva a incarcerare e torturare perfino i bambini, ma anche a praticare demolizioni di abitazioni, appropriazioni di fonti idriche, taglio degli ulivi e sequestro delle barche dei pescatori palestinesi. Tutto ciò per piegare la volontà di un popolo e cercare di costringerlo ad abbandonare la sua terra, per confinarlo in bantustan sempre più ristretti. Quello israeliano è uno degli esempi più feroci di 'colonialismo di insediamento' e rappresenta la logica dell’oppressore, cioè lo sradicamento, l’occupazione, il contenimento di forme di dissenso.

Le tecniche israeliane vengono importate anche da noi: per esempio  nell’l’utilizzo dei sistemi anti-migranti, testati sui pescatori di Gaza; oppure il modello “strade sicure”, con i militari nelle strade; i CPR. Centri di Permanenza per il Rimpatrio dove vengono richiusi migranti privandoli della libertà senza aver commesso un reato, senza una minima tutela sanitaria tanto meno quella psicologico-psichiatrica e con una detenzione che si protrae nel tempo.

·       SOSTENIAMO LA LOTTA DEI PRIGIONIERI PALESTINESI, LA LIBERAZIONE DI AHMAD SA’ADAT

·       LOTTIAMO CONTRO IL COLONIALISMO IN TUTTE LE SUE FORME

·         SOLIDALI CON LA PALESTINA E LA SUA RESISTENZA

Giovani Palestinesi d’Italia - Giuristi democratici – Partito Comunista dei Lavoratori – Rifondazione Comunista – Sinistra Anticapitalista – Unione Democratica Araba Palestinese