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4 dicembre 2019

Mentre crollano ponti e viadotti, e le città si allagano…..

 

 Da Avvenire L.Liverani  19 novembre 2019

Spese militari. F35, passa la mozione della maggioranza che approva il programma

Voltafaccia del M5s, da sempre contrario: «Le condizioni rispetto a 6 anni fa sono cambiate». Anche il Pd rinuncia al dimezzamento della spesa chiesto nel 2014. «Grande delusione» della campagna NOF35

Virata a 180° del Movimento 5 stelle sugli F35. La mozione della maggioranza approvata ieri sera alla Camera registra un cambiamento radicale della storica posizione dei grillini, ostinatamente contrari al costoso programma di acquisto di 90 cacciabombardieri Lockheed Martin. In retromarcia anche il Pd, che nel 2014 aveva sostenuto la mozione Scanu che chiedeva al governo di dimezzare l'investimento per il costoso programma di velivoli. Peraltro mai attuata dai governi dem. Duro il commento della Campagna “Taglia le ali alle armi”, che esprime «grande delusione: la mozione della maggioranza non chiede il taglio o la sospensione del programma, ma solo di “valutare le future fasi del programma tenendo conto dei mutamenti del contesto geopolitico, delle nuove tecnologie, dei costi che si profilano, degli impegni internazionali assunti dall'Italia, delle esigenze di contenimento della spesa pubblica, della tutela e delle opportunità dell’industria italiana del comparto difesa e dell’occupazione"».

La mozione giallo-rossa era arrivata in risposta a quella presentata da parlamentari della Lega e sottoscritta anche da forzisti che chiedeva «una conferma ed addirittura una accelerazione degli acquisti dei caccia con capacità nucleare». Ma per la Campagna (promossa da Sbilanciamoci, Rete della Pace e Rete Italiana per il Disarmo) il testo della maggioranza è da bocciare perché «generico e senza coraggio».

(…) Le organizzazioni pacifiste ricordano come l’Italia abbia già «sottoscritto contratti per almeno 28 velivoli spendendo fino ad ora una cifra di almeno 5 miliardi di euro (comprese le fasi iniziali di sviluppo). Se il profilo di acquisizione dovesse essere confermato saranno ancora almeno 9 i miliardi di euro da spendere, che diventeranno almeno 50 complessivamente lungo tutto il ciclo di vita del programma. Nonostante i recenti annunci soddisfatti di Lockheed Martin (la capo-commessa del progetto) in direzione opposta, i costi per singolo velivolo (in leggera discesa perché il Pentagono sta volontariamente comprando più aerei) continuano a rimanere molto alti se si considerano anche retrofit e completamento di tutte le parti. (….)».

(…)«Gli F35 non servono a difendere il Paese o per le cosiddette missioni di pace, ma solo ad aumentare gli affari dell'industria militare e, in caso, ad essere usati per azioni d’attacco e di guerra», commenta Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! «Soldi buttati - dice - che potrebbero essere usati contro il dissesto idrogeologico o mettere in sicurezza le scuole».

(…) «Alcuni F35 destinati all’Italia sono previsti con capacità nucleare - ricorda Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo - per poter trasportare e sganciare le testate presenti a Ghedi (le B61 in rinnovamento) nell’ambito dei programmi di nuclear sharing. Davvero l’Italia vuole basare la propria sicurezza sulla minaccia d’uso di ordigni genocidi ed inumani?».(…)