VOLANTINO DELLA SETTIMANA TORNA

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14 agosto 2019


Ma non avevano altro posto per “raccordare la NATO e le pubbliche opinioni”?

 

 “Genova. Si terrà nel capoluogo ligure la 65ˆ assemblea generale dell’Ata, Atlantic Treaty Association, organismo internazionale nato nel 1954, di raccordo tra la Nato e le pubbliche opinioni dei Paesi membri e partner dell’Alleanza Atlantica. Riunisce 37 comitati atlantici nazionali. Genova ospiterà l’evento nel settantesimo anniversario del Patto Atlantico dal 6 all’8 novembre. Da  Redazione Genova 24  - 31 Luglio 2019 –

Nel 1999 Massimo D’Alema “regalò a Genova una grande opportunità” (si fa per dire): il g8, l’assemblea dei capi degli otto paesi più industrializzati. E ricordiamo bene come andò a finire.

Vent’anni dopo, arrivano  i comitati Atlantici” che vorrebbero “raccordare la NATO e le pubbliche opinioni”. Come dire: “far digerire all’opinione pubblica l’indigeribile”.

 

 Pubblichiamo qui di seguito stralci di  un articolo di Manlio Dinucci, in attesa di organizzare iniziative pubbliche che mostrino che la NATO è un’alleanza ormai inutile, vista la conclusione della guerra fredda; e costosissima visto che ci impone armamenti del tutto sproporzionati per un paese che teoricamente non dovrebbe avere nemici.

“Grazie” alla NATO l’Italia, anche se ha sottoscritto il trattato di non proliferazione nucleare, ospita armamento nucleare statunitense nelle numerose basi che forniamo al nostro pre-potente alleato.

Dal Manifesto del 09.08.2019 ( per l’intero articolo https://lists.peacelink.it/disarmo/

 

Che gli Stati uniti mantengano bombe nucleari in cinque paesi della Nato – Italia, Germania, Belgio, Olanda e Turchia – è provato da tempo (in particolare dalla Federazione degli scienziati americani). La Nato però non l’ha mai ammesso ufficialmente. Qualcosa tuttavia è andato storto.

Nel documento A new era for nuclear deterrence? Modernisation, arms control and Allied nuclear forces, pubblicato dal senatore canadese Joseph Day per conto del Comitato Difesa e Sicurezza dell’Assemblea parlamentare della Nato, il «segreto» è venuto alla luce.Con la funzione «copia-incolla», il senatore ha inavvertitamente riportato nel suo documento il seguente paragrafo (numerato 5), tratto da un rapporto Nato riservato: «Nel contesto Nato, gli Stati uniti hanno dispiegato in posizioni avanzate in Europa circa 150 armi nucleari, in specifico le bombe di gravità B61. Queste bombe sono stoccate in sei basi statunitensi ed europee – Kleine Brogel in Belgio, Buchel in Germania, Aviano e Ghedi-Torre in Italia, Voikel in Olanda e Incirlik in Turchia. Nello scenario ipotetico che siano necessarie, le bombe B61 possono essere trasportate da aerei Usa o europei a duplice capacità».

(….)Appena il documento del senatore Joseph Day è stato pubblicato online, la Nato è intervenuta cancellandolo e ripubblicandolo poi in versione emendata. Troppo tardi però.

Alcuni siti (anzitutto il belga De Morgen) l’avevano già registrato nella versione originale completa. A questo punto l’incauto autore è corso ai ripari, scrivendo sul Washington Post che si trattava semplicemente di una bozza per la redazione di un rapporto dell’Assemblea parlamentare Nato che sarà pubblicato in novembre. Non ha potuto però negare quanto scritto nel paragrafo riportato dal rapporto Nato riservato.Conferma quanto da anni documentiamo sul manifesto: ad Aviano caccia Usa F-16C/D sono pronti all’attacco nucleare con 50 bombe B61 (numero stimato dalla Federazione degli scienziati americani); a Ghedi-Torre Tornado PA-200 italiani sono pronti all’attacco nucleare sotto comando Usa con 20 bombe B61.

Dal 2020 le B61 saranno sostituite dalle B61-12, destinate in particolare ai nuovi caccia F-35. Tutto questo violando il Trattato di non-proliferazione, ratificato sia dagli Usa che dall’Italia. Mentre il Parlamento si spacca sulla Tav ma non sulla Bomba, che tacitamente approva all’unanimità.

Manlio Dinucci

SONO DISPONIBILI PER CHI CE NE FACCIA RICHIESTA OPUSCOLI  INFORMATIVI SUI PESANTI VINCOLI CHE LA NATO IMPONE ALL’ITALIA