VOLANTINO DELLA SETTIMANA TORNA

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7 novembre 2018

Oltre alle bombe, missili nucleari Usa in Italia?

La B61-12, la nuova bomba nucleare Usa che sostituisce la B-61 schierata in Italia e altri paesi europei, comincerà ad essere prodotta tra meno di un anno. Lo annuncia ufficialmente la National Nuclear Security Administration (Nnsa).

(…)Nel marzo 2020 entrerà in funzione la prima unità di produzione, ossia comincerà la produzione in serie di 500 bombe.

Da quel momento, ossia tra circa un anno e mezzo, gli Stati uniti cominceranno a schierare in Italia, Germania, Belgio, Olanda e probabilmente in altri paesi europei, in funzione anti-Russia, la prima bomba nucleare a guida di precisione del loro arsenale, dotata di capacità penetrante per esplodere sottoterra così da distruggere i bunker dei centri di comando.

Poiché l’Italia e gli altri paesi, violando il Trattato di non-proliferazione, mettono a disposizione degli Usa sia basi sia piloti e aerei per lo schieramento della B61-12, l’Europa sarà esposta a maggiore rischio quale prima linea del crescente confronto nucleare con la Russia.

Si prospetta allo stesso tempo una situazione ancora più pericolosa: il ritorno degli euromissili, ossia di missili nucleari analoghi a quelli schierati negli anni Ottanta dagli Stati uniti in Europa (anche in Italia), con la motivazione ufficiale di difenderla da quelli sovietici.

Questa categoria di missili nucleari a gittata intermedia (tra 500 e 5500 km), con base a terra, fu eliminata col Trattato Inf del 1987. Nel 2014, però, l’amministrazione Obama ha accusato la Russia di aver sperimentato un missile da crociera (sigla 9M729) della categoria proibita dal Trattato. Mosca nega che questo missile violi il Trattato Inf . (…)

Ma l’accusa fatta da Washington a Mosca, non sostenuta da alcuna prova, ha permesso agli Stati uniti di varare un piano mirante a schierare di nuovo in Europa missili nucleari a raggio intermedio con base a terra. Già l’amministrazione Obama aveva annunciato nel 2015 che «di fronte alla violazione del Trattato Inf da parte della Russia, gli Stati uniti stanno considerando lo spiegamento in Europa di missili con base a terra».

(…)Il piano viene sostenuto dagli alleati europei della Nato. Il recente Consiglio Nord Atlantico a livello di ministri della Difesa( …) ha dichiarato che «il Trattato Inf è in pericolo a causa delle azioni della Russia», accusata di schierare «un sistema missilistico destabilizzante, che costituisce un serio rischio per la nostra sicurezza».

(…)I membri della NATO hanno respinto in blocco il Trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari. Si prepara così il terreno allo schieramento in Europa, a ridosso del territorio russo, di missili nucleari statunitensi a raggio intermedio con base a terra.

È come se la Russia schierasse in Messico missili nucleari puntati sugli Stati uniti.

Manlio Dinucci il manifesto, 16 ottobre 2018)