Narrazioni migranti,Giugno 2013
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Quando sei partito hai fatto un elenco di ciò che auspicavi o speravi o ti
proponevi che avvenisse, anche se non si è verificato, i nomi incisi su quel
quaderno che ci hai mostrato, è senza dubbio un risultato, hai reso visibili e
hai dato una identità ai tanti di cui nessuno si è mai occupato, credo che si
cominci anche così una...
nuova storia.
Scriveva così Anna dopo il provvisorio arrivo per il transito dall'altro mondo.
Non si fa la missione perché è la missione che ci fa. Al massimo la missione si
narra iniziando a raccogliere frammenti abbandonati di storie. Storie che
migrano, storie irregolari, storie clandestine, storie inventate, storie
perdute, storie dimenticate, storie tradite, storie stuprate, storie svendute,
storie indocumentate, storie detenute, storie mai raccontate e storie rubate .
Una terra di passaggio dal Niger, una terra di mezzo il Niger, una terra scavata
di sabbia col Niger, una terra che tace del Niger, una terra che scappa per il
Niger, una terra che migra attorno al Niger.. Una storia di volti e volti di
storie. Volti migranti che narrano quanto si è smarrito e smarriscono quanto si
è raccontato. Si inseguono i nomi che solo aspettavano dove passare la notte
prima di continuare il viaggio. Hanno fame e non sanno come e con che cosa
tornare. E dove non partire.
In principio era la narrazione. Tutto è stato fatto da lei e con lei. Nulla di
ciò che accade è senza una narrazione. Era fin dal principio e tutto nasce da
lei. Narrano le parole e narrano i volti e narrano le storie e narrano i silenzi
e narrano quanti non hanno voce e quanti hanno perso la scrittura nel mare di
sabbia. In principio era la narrazione errante. Poi fu sera e poi mattina. La
prima narrazione era partita per migrare fino a domenica col suono delle campane
Abdou con l'acqua che non basta mai. Hawa con una figlia di nome Maria che dorme
sorridendo. Attamat suo marito che scappa dal mese di agosto di dieci anni fa.
Kromah che commercia vestiti che nessuno metterà mai. Kandy che fa
l'elettricista per una luce che si accende come non sa. James che di professione
fa il barbiere per chi non paga mai. Ismael che ha lasciato la figlia dieci anni
fa, detenuto per qualche mese, di cui non ricorda l'età.
Janet che ha perso il marito con la figlia e insegue una foto che non la
abbandona mai. Rufus che dice di fare il muratore per una casa che nessuno pensa
più di costruire. Patricia col bambino nascosto nella polvere del grembo fin dal
quinto mese. Benedict è suo marito provvisorio e dormivano assieme alla
stazione. Emmanuel fa il meccanico che ripara gli anni che sono passati. Kondé
ha trovato lavoro come gommista per le macchine abusate dai bagagli. David ha
appeso il suo regno ad un'arpa che ha dimenticato di suonare. John arriva dalla
lontana guerra di Freetown e non ricorda se ancora deve tornare indietro.
Hassan ha lasciato i figli lungo la strada e passerà a prenderli al ritorno.
Edwige si è spaventata per la malattia che nasconde e zoppica per il peso di
portarla. Moise col volto da rifugiato che si porta dietro la casa bruciata per
rappresaglia. Moses che faceva l’attore e ha perso per strada la moglie e i tre
figli uno dei quali si chiama Prince. Jasper ha perso tutto e gli rimane una
figlia che ha chiamato Sunday come una domenica di sole. L’altro Prince ha
venduto il cellulare per terminare il viaggio che non finisce qui. Charles e
Sani che non hanno nè mogli né figli né casa né paese dove tornare.
Samuel che ha giocato a calcio fino a trentanni e vive di solitudine. Kassedy
ricorda solo una sorella di cui però non ha il numero di contatto. Ousmane
partito quest’anno dalla Gambia e internato per alcuni mesi in Libia. Mawa e
Ibrahim che erano assieme a lui nella stessa prigione.Youssuf e Moussa sono
senegalesi e hanno il passaporto timbrato dal vento. Mohammed dalla Sierra Leone
che voleva esportare i diamanti nascosti dal fango. Mary e Emmanuel sono assieme
e si inseguono per incontrarsi un giorno. Doe è un pittore e dipinge l’Africa
che lo respinge da un paese all’altro.Guillaume è scappato da Goma e ha trovato
lavoro nella fattoria degli animali. Freeman e Odette hanno scelto entrambi di
ripartire per narrare la libertà.
mauro armanino, genova, giugno 2013