Dalla Mauritania al Pakistan,l'arco della crisi

Le rivolte arabe stanno scuotendo una regione dove le crisi si accumulano da decenni. In particolare quella della Palestina, dove l’occupazione persiste da più di sessant’anni e dove l’estensione della colonizzazione tende a creare delle situazioni irreversibili. In Iraq, la guerra guidata dagli Stati uniti ha portato a una distruzione dello Stato e a una instabilità duratura. Il Libano resta profondamente diviso, mentre l’indipendenza del Sud-Sudan non risolve il problema del Darfur. Infine, la Somalia ha cessato di esistere in quanto Stato, malgrado l’appoggio donato dalla “comunità internazionale” a un governo fantasma. In nessun momento, dalla fine della seconda guerra mondiale, così tanti soldati stranieri sono stati presenti sul terreno, in Iraq (da dove è cominciato il ritiro), in Libano, in Somalia, in Darfur. E ai confini del mondo arabo, si accumulano altre guerre; nel Sahel, nel Caucaso, in Afghanistan, in Pakistan ecc…Il rischio è che questi conflitti abbiano un peso sullo sviluppo del movimento democratico