Siamo cattivi
“Siamo
cattivi, siamo intransigenti, siamo spietati. Per questo potete fidarvi di noi”.
Sembra essere questo il messaggio che il ministro Piantedosi manda agli altri
paesi, all’Europa ed agli elettori: con noi i migranti non entrano. O entrano
con tutta la fatica, la sofferenza e le difficoltà che riusciamo ad infliggere
loro.
La
nave ong Sea Watch ha soccorso sei persone il 13 agosto scorso in acque
internazionali.
Come prevede la legge, ha informato l’Italia e i paesi
europei limitrofi, ma non il cosiddetto Centro di coordinamento per il
soccorso marittimo libico. Secondo il nostro governo, avrebbe dovuto farlo.
La
vendetta è scattata subito: 45 giorni di fermo nave e 7 500 euro di multa. Cioè
un mese e mezzo di mancati soccorsi , più il corrispondente in cibo e carburante
di 7 500 euro.
Il
coordinamento per il soccorso marittimo libico è un’autorità fantoccio, che ha
più volte minacciato i soccorritori, e che serve solo a riacciuffare i migranti
in mare per riportarli nei lager sulla terraferma libica, dove sono documentati
maltrattamenti e torture. E lo fanno utilizzando UN MILIARDO DI EURO finora
versato dall’Italia alla Libia, in seguito agli sciagurati accordi tra la Libia
ed il ministro Minniti, durante il governo Gentiloni. Governo di centro
sinistra.
L’attuale
governo di destra ha ereditato quegli accordi, li ha rifinanziati e potenziati.
Per poter dichiarare una diminuzione degli sbarchi, considera lecito qualunque
mezzo.
“Non
collaboriamo con criminali e trafficanti” hanno dichiarato i portavoce
dell’ONG. E noi siamo totalmente solidali con loro.
Il
governo italiano finanzia la guardia costiera libica, ben conoscendo il
terribile destino dei migranti quando vengono riacciuffati e riportati in terra
libica.
Non
si vergogna di assegnare alle ong porti di sbarco sempre più lontani, per
rendere più difficili i soccorsi. Sarebbe come tagliare le gomme alle ambulanze;
o costringerle a lunghi ed inutili giri in città invece di favorire il soccorso
dei malati.
E
non dimentichiamo personaggi come Al-Masry: criminale internazionale sbarcato in
Italia e riaccompagnato in Libia con un volo di Stato, mentre avrebbe dovuto
essere accompagnato in carcere.
Non
è vero che non ci sono risorse: l’Italia si sta preparando ad un aumento enorme
delle spese militari.
Non è vero che non si possono accogliere i migranti con
rispetto e dignità: l’Italia è in crisi di denatalità e molti settori hanno
bisogno di manodopera.
Non è vero che non esistono strutture adatte ad
accoglierli: l’Italia è un paese del g8, e non è privo di strutture.
Inoltre i luoghi dello sfruttamento, per es i campi ed i cantieri edili
sono ben conosciuti e raggiungibili: se non si interviene contro quello
sfruttamento della manodopera straniera è perché NON SI VUOLE intervenire.
E
indicare gli stranieri come “nemici” sarà certamente uno degli argomenti della
prossima campagna elettorale.